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Cosa rende una fotografia simile a una immagine speculare?


Cosa rende una fotografia simile a una immagine speculare? Una assunzione pragmatica per cui la camera oscura dovrebbe dire la verità quanto lo specchio, e in ogni caso attestare la presenza di un oggetto impressore (presente nel caso dello specchio, passato nel caso della fotografia).
La differenza è che la lastra impressionata costituisce appunto una impronta o una traccia. Una traccia ha alcune caratteristiche diverse dall’immagine speculare, anche trascurando i rapporti di rovesciamento, sulla lastra, di ri-rovesciamento, sulla foto stampata, di restituzione della simmetria inversa, ovvero di effettivo ribaltamento di quella simmetria congruente che caratterizzava l’immagine speculare. Ciò che interessa è che la lastra traduca i raggi luminosi in altra materia. Ciò che percepiamo non sono più i raggi luminosi, ma rapporti di intensità allo stato puro, e rapporti di pigmentazione. C’è stata quindi una proiezione da materia a materia. Il canale perde di consistenza, la foto può essere ritradotta su materie diverse, i rapporti rimangono inalterati. L’immagine non è così libera dal canale come l’alfabeto Morse lo è dal materiale in cui i suoi segnali-tipo possono essere realizzati, ma c’è un principio di liberazione.

U. Eco in Sugli specchi, Bompiani, Milano 1985

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