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Questa abilità di innestare lo sguardo


Questa abilità di innestare lo sguardo in un sistema articolato di idee sui pregi e i difetti della metropoli ha nutrito il dialogo della fotografia con altre discipline – l’urbanistica, l’arte, la sociologia e l’antropologia. Ma dopo un lungo periodo di impollinazione reciproca, oggi questo rapporto fertile tra cultura della fotografia e cultura della città sembra essersi allentato. Proliferano le fotografie di città del mondo, i cataloghi di spazi e le architetture urbane, le registrazioni di eventi transitori, i frammenti di esperienze nei luoghi; eppure sempre meno questa visibilità degli spazi costruiti sembra intesa come un invito a ripensare l’arco più lungo della nostra vita moderna nelle città, sulla quale i fotografi del passato hanno meditato a fondo. Prototipo del viaggiatore lento, di volta in volta dissacrante osservatore dei luoghi comuni o delicato custode del genius loci, nella città dei “non-luoghi” il fotografo sembra aver perso la sua abituale propensione ad aprire rotte inedite in territori conosciuti, a sfidare le regole statuite della polis per attivare nuove pratiche e nuove visioni.

Antonello Frongia, Note sul fotografo come cittadino e saggista, in Guido Guidi, In Between Cities, Rubiera, Linea di Confine 2003

Senza titolo

 

 

 

 

 

 

 

©Guido Guidi, 54/Malbork /PL
In Between Cities. Un itinerario attraverso l’Europa 1993/1996

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