Just another WordPress.com site

Una scuola


Uno scrittore diventato famoso e tradotto anche all’estero aveva aperto una scuola. «Se non si soffre» diceva agli allievi, «non si diventa scrittori». Perciò d’accordo con loro li malmenava. Distribuiva schiaffi continuamente o noci in testa, poi diceva: «Va’ a scriverlo!» Gli allievi lo andavano a scrivere: «Oggi ho preso due noci, oggi ho preso uno schiaffo, mi rintrona ancora la testa». Poi glielo facevano leggere. «Non basta» diceva, e si metteva a distribuirne degli altri. «Scrivete!» diceva «scrivete!» e li inseguiva su per le scale con una bacchetta. Se ne prendeva uno lo trascinava per un orecchio dicendo: «Hai scritto?» e gli bacchettava le dita finché l’allievo gridava: «Ho scritto, ho scritto!» e gli faceva vedere un misero foglio che lui non guardava neanche. «Questo sarebbe uno scritto?» diceva, e gli continuava a tirare l’orecchio o il naso perché gli altri sentissero e vivessero nella sofferenza e nella paura, che per uno scrittore è indispensabile.

Ermanno Cavazzoni, Gli scrittori inutili, Parma, Guanda 2010

images

 

 

 

 

 

©Susanna Majuri, Saviour, 2008

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: