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Archivi delle etichette: Bruno Munari

non solo sotto la finestra


Avremo in casa tanti televisori per vedere a sapere cosa succede in tutto il mondo e non solo sotto la finestra. L’aria è condizionata regolabile a piacere come qualità di aria come temperatura e come movimento. Si potrà avere il vento in corridoio e l’aria fredda nel frigorifero il caldo nel forno per scaldare i cibi e l’olio arriva dall’oleodotto e l’aceto dall’acetodotto il sale è nell’armadietto in cucina il peperoncino nel vasetto a sinistra. Nel prossimo futuro tutta la città sarà climatizzata e non solo alcune case.

Bruno Munari Architetto, Pensare confonde le idee, Mantova, Corraini 1993

 

Outsidethenationalgallery

 

 

 

 

 

©Mark Lewis, Outside the National Gallery, 2011

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L’aspetto romantico


Si rende oggi necessaria un’opera di demolizione del mito dell’artista-divo che produce soltanto capolavori per le persone più intelligenti. Occorre far capire che finché l’arte resta estranea ai problemi della vita, interessa solo poche persone. É necessario oggi, in una civiltà che sta diventando di massa, che l’artista scenda dal suo piedistallo e si degni di progettare l’insegna del macellaio (se la sa fare). È necessario che l’artista abbandoni ogni aspetto romantico e diventi un uomo attivo fra gli altri uomini, informato sulle tecniche attuali, sui materiali e sui metodi di lavoro e, senza abbandonare il suo innato senso estetico, risponda con umiltà e competenza alle domande che il prossimo gli può rivolgere.

 

Bruno Munari, L’arte come mestiere, Bari, Laterza 1966

pharmacy

 

Damien Hirst, pharmacy (restaurant+bar), 1998

Relazioni


Il prodotto della fantasia, come quello della creatività e della invenzione, nasce da relazioni che il pensiero fa con ciò che conosce […]. È evidente che non può far relazioni tra ciò che non conosce, e nemmeno tra ciò che conosce e ciò che non conosce. Non si possono stabilire relazioni tra una lastra di vetro e il pfzws. Si può invece stabilire relazioni tra una lastra di vetro e un foglio di gomma, per esempio. Sempre ammesso che l’individuo conosca sia il vetro che la gomma. Che cosa può nascere nel pensiero da una simile relazione? Si può pensare a un vetro elastico o a una gomma trasparente. Questo è un pensiero fantastico, proprio perché non mi pare che ci sia oggi un vetro elastico come la gomma. L’immaginazione si mette in moto di conseguenza e mi pare di vederlo questo vetro elastico… che cosa succede se lo tiro? niente? sarà come uno strato d’acqua limpida? L’immaginazione comincia a immaginarlo, a vederlo. La creatività può pensare a qualche uso giusto per lui. L’invenzione può pensare alla formula chimica per produrlo.

Bruno Munari, Fantasia, Bari, Laterza 1977

ASASASASAS

 

 

 

 

 

 

 

© Tony Cragg, Palette, 1984

courtesy Frac Bourgogne

Il colore blu


Un altro aspetto della fantasia è il cambio di colore. Man Ray nel 1960 dipinse un pane di blu, uno di quei pani lunghi un metro che si usano a Parigi, lo dipinse di blu cobalto. Il pane era sempre fatto di pane ma il colore blu lo rendeva immangiabile. Pare che non ci sia niente in natura di colore blu cobalto che si possa mangiare. Sono stati fatti esperimenti di vario tipo per studiare la relazione tra colore e mangiabilità: un risotto blu non è riuscito a mangiarlo nessuno, anche se buonissimo.

Bruno Munari, Fantasia, Bari, Laterza 1977

Senza titolo