Just another WordPress.com site

Archivi delle etichette: creatività

La specifica creatività artistica


In generale non possibile intendere un prodotto estetico altamente specializzato se non lo si coglie differenzialmente rispetto a prodotti in qualche modo meno specializzati, se per esempio non si paragona la poesia con il mito, l’arte classica con la magia figurale, il poema colto con l’attività del cantastorie, il romanzo d’arte con il romanzo popolare e il feuilleton, il più spericolato, raffinato ed elitario sperimentalismo d’avanguardia con manifestazioni più ingenue e più istituzionalizzate, a loro volta più evidentemente connesse a un’organizzazione culturale in cui non è dato ritrovare l’estetico allo stato puro (o presuntivamente puro). In altre parole, la specifica creatività artistica – quale si manifesta nelle forme d’arte più esclusive, aristocratiche o borghesi che siano, o semplicemente individualistiche – è la medesima creatività che regola in generale la produzione culturale, quale che sia, ed esprime ancora una volta le caratteristiche specifiche dell’adattamento umano, le sue specifiche capacità illimitate di scelta sotto condizioni intellettuali, sotto una legalità assai generale, capace quindi di specificarsi nei modi più diversi e opportuni.

Emilio Garroni, Creatività, Macerata, Quodlibet 2010

Senza titolo

 

 

 

 

 

 

 

©Mario Cresci, Da Guido Reni b, 2010

 

Annunci

Creatività


Proporre un metodo per diventare creativi non sembra diverso dall’ordine di disobbedire all’ingiunzione di essere naturali. E proprio quando ti dicono di essere naturale incominciano le palpitazioni, le orticarie e i sorrisi tirati (ti verrebbe voglia di dire che no, che tu sei artificiale), così alla ingiunzione del creare vien voglia di opporre una resistenza passiva: io no, non creo, neanche sotto tortura. Mi è capitato di leggere il sito di un tizio che se la prendeva con la scuola, dicendo che frustra la creatività. […] Il bello è che il tizio che se la prendeva con la scuola ne aveva aperta una a sua volta. No, non ci siamo, la via è un’altra. Per diventare creativi bisogna fare il contrario di quello che consigliava quel tizio; bisogna copiare, copiare e ancora copiare. Quando tutto quello che abbiamo copiato ci uscirà dagli occhi, quando ogni verso, ogni nota, ogni disegno ci sembrerà una citazione, ecco che saremo dei creatori o (almeno) non dei ripetitori. Questo non vale solo nell’arte, ma anche nella vita, dove (fateci caso) il più delle volte i principianti ripetono schemi già visti, proprio come gli autori inesperti adoperano frasi fatte. Il punto è molto semplice, e l’ha enunciato una volta Umberto Eco: si sbaglia ad associare il genio alla sregolatezza; il genio non ha meno regole degli altri, ne ha molte di più.

M. Ferraris in Filosofia per dame, pp. 47-48, Guanda, Parma 2011