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Archivi delle etichette: Geoff Dyer

Poltroncine


Verso la metà degli anni Cinquanta Diane Arbus fece un certo numero di scatti agli spettatori al cinema, spesso fotografandone la sagoma in controluce e inquadrandoli nell’azione sullo schermo. Questo accadeva prima che trovasse quelli che divennero il suo stile e i suoi soggetti tipici. Fu nel 1971, l’anno della sua morte, che ritornò in un cinema per fotografarlo con le poltroncine e lo schermo vuoti. È strana e toccante questa veduta di poltroncine vuote e allineate che fissano pazientemente lo schermo bianco, specialmente se accostata a un’affermazione sulle fotografie che la Arbus fece nel marzo dello stesso anno:«Sono la prova che là c’era qualcosa e che ora non c’è più. Come una macchia. E la loro quiete è sorprendente. Ci si può voltare ma quando ci si gira di nuovo sono sempre lì che ci guardano». La foto dello schermo vuoto ne è la prova poiché mostra come, nel caso di un’immagine in movimento, sia esatto il contrario: ci si volta dallo schermo e quando ci si rigira a guardarlo i volti che erano lì – più grandi di quelli reali, mitici, senza età – sono svaniti.

 

Geoff Dyer, L’infinito istante, Torino, Einaudi 2007

 

9G-Gobbi,_Varsavia_01,_2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©Claudio Gobbi, Warsaw, 2004

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Cappelli e fotografia


Generalizzando molto, potremmo dire che in fotografia la storia delle donne e dei cappelli è la storia del glamour, della moda. La storia degli uomini e dei cappelli, invece, è la storia del realismo, della durevolezza (opposta alla transitorietà della moda).

Geoff Dyer, L’infinito istante, Torino, Einaudi 2007

Senza titolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabrizio Modonese Palumbo,  photo by Jacopo Benassi