Just another WordPress.com site

Archivi delle etichette: opera d’arte

Forma e colore


Chiunque, messo di fronte a un’opera d’arte, sia che la ricrei esteticamente o la studi razionalmente, viene interessato dai tre elementi costitutivi di essa: la forma materializzata, l’idea (cioè, nelle arti plastiche il soggetto) e il contenuto. La teoria pseudo impressionistica per la quale «forma e colore ci parlano di forma e colore, e basta» è semplicemente non vera. È l’unità di questi tre elementi che si realizza nell’esperienza estetica, e ognuno di essi entra in quello che si chiama fruimento estetico dell’arte.

Erwin Panofsky, Il significato nelle arti visive, Torino, Einaudi 1962

Senza titolo

 

 

 

 

 

 

©Christian Patterson, A Concrete Kind of Fiction, 2002- present

Annunci

Un oggetto inerte


Un tratto saliente della simbolizzazione, ho sostenuto, è che può andare e venire. Un oggetto è capace di simboleggiare cose differenti in periodi differenti, e in altri magari non essere simbolico affatto. Un oggetto inerte, un oggetto puramente d’uso, può giungere a funzionare come un’opera d’arte, e così un’opera d’arte a funzionare come un oggetto inerte, un oggetto puramente d’uso. Forse non è tanto vero che l’arte è lunga e la vita è breve, ma piuttosto che sono entrambe transeunti.

Nelson Goodman, Vedere e costruire il mondo, Bari, Laterza, 1988

good

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©Rachel Whiteread, Untitled, 2013

La categoria dei capolavori


 Il denominatore comune fra gli oggetti classificati sotto l’appellativo “opera d’arte” risiede nella loro facoltà di produrre un senso dell’esistenza umana (indicare possibili percorsi) in seno a quel caos che è la realtà. In nome di questa definizione l’arte contemporanea – tutta- viene oggi denigrata, generalmente da coloro che vedono nel concetto di “senso” una nozione preesistente all’azione umana. Una  pila di fogli non potrebbe rientrare nella categoria dei capolavori, poiché considerano il senso come un’entità prestabilita, che va oltre gli scambi sociali e le costruzioni collettive. Non si rendono conto che l’universo non è nient’altro che un caos al quale gli uomini oppongono il verbo e le forme. Vorrebbero un senso bell’e pronto (e la sua morale trascendente), un’origine che si facesse garante di questo senso (un ordine da ritrovare) e regole codificate (la pittura, subito!)

Nicolas Bourriaud, Estetica relazionale, Milano, Postmedia 2010

 

Senza titolo

 

 

 

 

 

 

 

©Adam Broomberg & Olivier Chanarin, I.D. 22, The Polaroid Revolutionary Workers, 2013