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Il ritratto di città


Tra i modelli visivi che la cultura fotografica ha ereditato dalla tradizione, il ritratto di città rimane uno dei più controversi. Se ritraendo persone o paesaggi i fotografi ottocenteschi ebbero modo di perpetuare, con adattamenti relativamente minori, schemi e linguaggi ampiamente consolidati nella tradizione pittorica, percorrendo i centri urbani moderni si ritrovarono ad affrontare il paradosso di un soggetto che andava perdendo la propria fisionomia nel momento stesso in cui veniva scoperto. Per alcuni decenni, vedute e panorami  consentirono di trattenere l’immagine della città derivata dalla tradizione medievale dei topografi e degli artisti, ai quali si deve l’invenzione del genere: un organismo fisicamente compatto, organicamente inserito nella geografia circostante e strutturato attorno ai simboli classici dell’autorità.

Antonello Frongia, Il luogo e la scena: la città come testo fotografico, in Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea, a cura di Roberta Valtorta, Torino, Einaudi 2013

 

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©Lorenzo Vitturi, Dalston Anatomy, 2013

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Non c’è fotografia nella fotografia


Non c’è fotografia nella fotografia.
Acconciata a mo’ di incisione o costretta nelle dimensioni della tela, non ha saputo evitare il muro della galleria e lo spazio della pubblicità. Traffica il lessico del disegno e la retorica dell’incisione, si adorna dei colori della pittura, imita in tutto le dimensioni della scultura. Quando penetra dentro la sua interiorità, si nasconde dietro il suo abisso. La pittura l’aspetta al varco, la scultura la minaccia, la letteratura occupa i suoi modi espressivi.

C. Gattinoni, C’è la fotografia, in E’ contemporanea la fotografia? A cura di Roberta Valtorta, Lupetti, Milano 2004

Senza titolo

 

 

 

 

 

M. Nannucci, All Art has been Contemporary, installazione luminosa

E’ contemporanea la fotografia?


Attualmente la fotografia è un insieme di pratiche disperse che, una a una, fanno riferimento ad altre forme di rappresentazione, a molteplici contesti culturali e a un ampio spettro di saperi. Fotografia come pensiero visivo e attività culturale, immagine come punto di contatto tra conoscenza, storie e memoria. In questo senso la fotografia si scontra costantemente e ineluttabilmente con il fatto di essere considerata una mera superficie estetica, con il fatto di essere ridotta al fotografico o dichiarata anacronistica. La fotografia si dovrebbe collocare come medium che non può essere ridotto solo ai suoi aspetti estetici e tecnici, ma che è invece caratterizzato da specifici contenuti di analisi della cultura contemporanea.

Christine Frisinghelli in E’ contemporanea la fotografia? A cura di Roberta Valtorta, Lupetti 2004

 

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Richard Sympson | Processo Palmo a Palmo, 2012