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Archivi Mensili: aprile 2012

The Morning News intervista a Sanna Kannisto


Le fotografie di Sanna Kannisto propongono un “dietro le quinte” delle scienze naturali, immagini che rivelano come arte e scienza siano molto vicine nel modo di costruire, ordinare e definire la nostra immagine della natura.

Nicole Pasulka: Dove sono state scattate le fotografie?

Sanna Kannisto: Le immagini contenute nel libro Fieldwork sono state scattate negli anni 2000-2010. Sono state realizzate in Costa Rica, in Brasile, nella Guiana Francese in vari luoghi differenti.

NP: Ho letto che hai lavorato a stretto contatto con scienziati e ricercatori in America Latina, come hai interpretato la relazione tra arte e scienza?

SK: Mi piace pensare il mio ruolo come quello di una sorta di mediatore tra arte e scienza, disegnando parallelismi tra le due discipline ma lavorando molto liberamente.

NP: Che cosa può insegnare il metodo di ricerca scientifica a un artista, in modo particolare nello studiare un particolare oggetto o argomento? Che cosa ha insegnato a te?

SK: Leggere studi scientifici mi ha fornito importanti informazioni di base e alle volte anche idee. Li ho sempre usati come “bozze” di materiali per poi darne una personale interpretazione. Non è necessario per me comprendere integralmente la materia degli articoli scientifici, ma quel tanto che basta per realizzare il mio lavoro.

Per esempio ho imparato molte cose riguardanti l’alimentazione a base di nettare dei pipistrelli e questo mi ha aiutato praticamente a lavorare con loro. Ho anche imparato molto su piante e fiori che loro impollinano, così sono stata in grado di trovare quelle specie per realizzare il lavoro fotografico.

NP: C’è mai un modo in cui un artista è in grado di migliorare o accrescere gli studi scientifici?

SK: Come artista cerco di esplorare quello che è il mio ruolo, interpretando e producendo informazioni “visive” che metto poi a disposizione di tutti e allo stesso tempo cerco nel mio lavoro di avere un occhio critico, come quello del metodo scientifico. L’idea del mondo che la scienza ci fornisce necessita costanti aggiustamenti e correzioni. La fotografia e la scienza sono strettamente legate, perché c’è questa sorta di idea di oggettività o di apparente oggettività che accomuna le due pratiche. Tutti sappiamo che la fotografia è stata usata come una prova di evidenza scientifica fina dalle sue origini. Sia la verità della scienza che quella della fotografia sono spesso costruite per rispondere a esigenze istituzionali specifiche o, come nel caso del mio lavoro, funzionali alle mie necessità artistiche.

NP: L’arte o la fotografia possono dare una visione distorta o mediata della natura?

SK: La nostra visione della natura è sempre mediata dalla nostra cultura. Il nostro approccio con la natura avviene sempre attraverso differenti prospettive, teorie, modelli, metodi e concetti.

NP: A quale progetto stai lavorando ora?
SK: Ho iniziato un progetto nelle foreste del nord Europa e della Russia. Ho in mente di lavorare con lo stesso metodo seguito ai tropici. Che non significa che non tornerò più in quelle zone, ma al momento questo è quello che mi interessa fare.

Copyright The morning news, traduzione METRONOM

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