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Archivi delle etichette: fotografia amatoriale

amatoriale/professionale


Recentemente, il fotografo Terry Richardson ha così risposto a un direttore artistico che si era stupito nell’averlo visto lavorare, per la prima volta, con un semplice apparecchio amatoriale: “Prima di tutto, devo dire che non sono in grado di fare una corretta messa a punto su un apparecchio professionale, dato che non ci vedo bene. Quando ho iniziato a utilizzare alcuni apparecchi istantanei, mi sono reso conto che erano a prova di idiota. E poi non sono mai certo di ciò che ottengo, e questo lascia spazio agli incidenti, ai tagli e alle inquadrature eccentriche […] In più, adoro i cliché amatoriali”.

Clément Chéroux,  in L’errore Fotografico, Einaudi, Torino 2009

cheroux

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L’estetica popolare


Niente si oppone più direttamente all’immagine comune della creazione artistica come l’attività del fotografo amatore, che spesso chiede all’apparecchio di compiere al suo posto il maggior numero possibile di operazioni, identificando il grado di perfezione della macchina che utilizza con il suo grado di automatismo. Tuttavia, sebbene la produzione dell’immagine sia interamente devoluta all’automatismo dell’apparecchio, l’inquadratura rimane una scelta che impegna valori estetici ed etici: se, astrattamente, la natura e i progressi della tecnica fotografica tendono a rendere ogni cosa oggettivamente “fotografabile”, ciò non toglie che di fatto, nell’infinità teorica delle fotografie tecnicamente possibili, ogni gruppo selezioni una gamma precisa e definita di soggetti, di generi e di composizioni. […]

Considerato che, a differenza delle attività artistiche pienamente consacrate, come la pittura o la musica, la pratica della fotografia è ritenuta accessibile a tutti, dal punto di vista tecnico come da quello economico, e chi vi si dedica non si sente affatto legato a un sistema di norme esplicite e codificate che definiscano la pratica legittima nel suo oggetto, le sue occasioni e la sua modalità, l’analisi del significato soggettivo o oggettivo che i soggetti conferiscono alla fotografia come pratica o come opera culturale, appare un mezzo privilegiato per cogliere nella loro espressione più autentica le estetiche (e le etiche) proprie ai differenti gruppi o classi e in particolare “l’estetica popolare” che vi si può eccezionalmente manifestare.

P. Bourdieu in La fotografia, Guaraldi, Rimini 1972